L'importanza dei monsoni

Monsoni Il vero argomento dell’estate in tutto il mondo è stato il clima! Siamo a fine agosto e in molte delle nostre regioni attendiamo ancora il caldo estivo, infatti abbiamo avuto moltissima pioggia e poco sole. Ma i cambiamenti del clima non affliggono solo l'Italia. In Europa l’anticiclone proveniente dalle Azzorre non si è stabilizzato e in Asia hanno avuto una stagione dei monsoni molto debole con poche piogge.
I monsoni sono  venti periodici delle regioni tropicali e subtropicali, in particolare dell'Asia Orientale e Sud Orientale, dovuti principalmente alle differenze di temperatura tra oceani e continenti. I monsoni d'inverno soffiano dal continente verso l'oceano e portano un clima asciutto, da giugno a settembre, spirano dall'oceano verso il continente, sono carichi di umidità e portano piogge imponenti.

Il regime monsonico scandisce i ritmi di vita di tutta la regione asiatica e dalla sua regolarità dipende la sopravvivenza di milioni di persone. L’arrivo ciclico delle grandi piogge monsoniche è visto come un dono del cielo sia per l’agricoltura sia per le scorte d’acqua (il 75% delle piogge dell'intero anno cade durante i monsoni).
Ebbene questa estate i monsoni sono stati per i primi mesi deboli e asciutti poi fortissimi soprattutto in alcuni stati indiani recando forti danni  all’agricoltura. In particolare ne hanno risentito le coltivazioni di spezie, danneggiate dal clima dapprima secco che ha ridotto i raccolti di quelle che stavano maturando (pepe, peperoncino, curcuma, cumino, coriandolo e cardamomo) e poi dalle piogge alluvionali che hanno  impedito o rimandato la semina delle piante per la prossima stagione, compromettendola. In particolare ha ostacolato la fioritura e l’impollinazione del pepe, e la fioritura del cardamomo che avvengono proprio nei mesi dei monsoni estivi. 

Negli stati indiani del Gujarat e del Rajastan cumino e coriandolo  sono stati piantati in ritardo. La semina del peperoncino -che avviene solitamente in agosto, in tutta l’India- è stata rimandata proprio in attesa di monsoni regolari. La stessa cosa è successa nel Tamil Nadu, nell’Andhra Pradesh e nel Maharashtra per la curcuma, che è stata piantata con un mese di ritardo. In questo modo sono andati persi in quasi tutti gli Stati indiani ettari di piantagioni  e la prossima stagione i raccolti saranno scarsi. Anche la produzione del cardamomo ne ha sofferto. I cambiamenti climatici dell’ultimo mese si aggiungono a quelli dello scorso inverno, quando per esempio nel Tamil Nadu, piogge abbondanti e del tutto fuori stagione fecero fiorire con molto anticipo le piante di chiodi di garofano, diminuendo di un terzo la produzione. In questi ultimi giorni sono tornate le piogge e i contadini sperano di poter seminare entro la prima settimana di settembre anche il cumino e il fienogreco.
Sempre a causa dei mutamenti climatici, quest’anno in molte zone del Madagascar la vaniglia è maturata ai primi di giugno cioè un mese prima del consueto e i coltivatori  erano molto preoccupati perché il governo non autorizzava la raccolta prima del 1 luglio.

La prima conseguenza di tutti questi fatti è l'aumento dei prezzi alle Borse internazionali delle spezie: il pepe è arrivato a 700 Rupie al kilo alla Borsa indiana di Kochi, essendo la produzione crollata dalle 50.000 tonnellate dello scorso anno alle 35.000 di quest'anno. Per contro il Vietnam, grande produttore di pepe, ha avuto sinora delle ottime stagioni e produrrà circa 150.000 tonnellate entro l'anno e offrirà i suoi prodotti a prezzi più concorrenziali di quelli dell'India.

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