04. I grandi navigatori

La bandiera della Repubblica Marinara di Venezia
Nella società medievale, le spezie divennero uno strumento per dimostrare la propria ricchezza e il proprio potere. I banchetti erano ricchi di portate coloratisssime e profumatissime a discapito del vero sapore dei cibi: colori caldi d’inverno con l’uso  smodato di zafferano, cannella e chiodi garofano; colori freddi d’estate con l’uso di coriandolo, noce moscata e pepe in abbondanza. Le classi sociali più povere  sostituivano le spezie con prezzemolo, menta, aglio e cipolla. Alle spezie già utilizzate nell’Alto Medioevo (zenzero, zafferano, chiodi di garofano e pepe), nel Duecento si aggiunsero macis, cannella, liquirizia, cumino, anice, coriandolo, cubebe (un tipo di pepe) e nel Trecento, noce moscata, galanga e cardamomo.

Nel loro viaggio dall’Oriente all’Occidente il prezzo continuava ad aumentare e tavolta costavano 1000 volte di più del prezzo originale. Il costo era direttamente collegato alla durata del trasporto: pepe e zenzero che provenivano dal Malabar (oggi la regione settentrionale del Kerala, India) richiedevano un viaggio di 1-2 anni, mentre chiodi di garofano, cannella e noce moscata arrivavano dopo 3 anni  dall’Arcipelago della Sonda (Giava, Sumatra, Borneo).
La Repubblica Marinara di Venezia costruì la sua fortuna proprio sul commercio delle spezie. Esse, provenienti dall’Asia, arrivavano via mare o via terra ai porti della costa araba. Mercanti egiziani e arabi le trasportavano fino in Egitto nei porti di Alessandria, Damietta e Rosetta dove venivano prese in carico dalle navi della Serenissima e trasportate in tutto l’Occidente. Per alcuni secoli la Serenissima si arricchì con le tasse doganali che riscuoteva nei porti di Alessandria e Costantinopoli, finite sotto il suo  dominio. Con le spedizioni di Marco Polo si rafforzò ulteriormente nei commerci con l’Oriente.

I grandi navigatori

Pochi alimenti sono stati determinanti nella storia dell’uomo come le spezie. Il fatto che esse crescessero solo in Oriente e avessero costi stratosferici fu la molla che spinse vari paesi dell’Europa Occidentale alla ricerca di nuove rotte marittime e alla scoperta di nuovi continenti.

Bartolomeo Diaz

A turbare il commercio delle spezie, nel quattordicesimo secolo, intervennero due fattori: l’arrivo della peste nera prima in Oriente e poi in Occidente (forse furono proprio i commerci internazionali a trasportarla) che indebolì ogni nazione decimando le  popolazioni e diede luogo alla nascita di  molte tribù di predoni che resero insicura le via delle spezie. Piccole quantità di spezie continuarono a giungere, ma con la caduta dell’Impero Ottomanno nel 1453, questi viaggi via terra cessarono e Venezia ebbe nelle sue mani il monopolio delle spezie via mare. Gli altri paesi europei, insofferenti di questo primato iniziarono a cercare altre vie per raggiungere l’Oriente. I portoghesi per primi cercarono di aprire una rotta verso l’Africa, forti di imbarcazioni adatte ai grandi viaggi sugli oceani e di nuovi strumenti per la navigazione: la bussola e l’astrolabio. Molti mercanti iniziarono a scendere lungo le coste dell’Africa dove trovavano gli schiavi e l’oro da riportare in patria, ma coltivavano il sogno di trovare la via delle spezie. Ci riuscì Bartolomeo Diaz, nel 1487, arrivando fino al Capo di Buona Speranza, intrecciando relazioni e commerci con le popolazioni locali, ma soprattutto indicando la nuova rotta verso le Isole delle Spezie.

Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo, basandosi sulle carte geografiche del suocero, sui racconti dei marinai e su testi geografici, si convinse che al di là delle Azzorre dovesse esserci una terra e che non potesse essere altro che l’Asia. Decise così di intraprendere un viaggio verso l’Ovest alla ricerca dell’India e di chiedere finanziamenti per poterlo realizzare. Li ottenne dalla regina Isabella di Spagna e, nel maggio del 1492, partì alla ricerca delle spezie. Il 12 ottobre 1492 Colombo approdò nell’Isola che denominò San Salvador; definì parte del territorio da lui esplorato Indie Occidentali e, anche se non approdò in India, scoprì un continente dove vivevano popolazioni che chiamò Indios. Cercò a lungo le spezie senza trovarle anche se nella giungla c’era vaniglia e pepe giamaicano, ma tornò con molti altri prodotti e oro. Al ritorno dal secondo viaggio Colombo portò in Europa alcuni esemplari di peperoncino che chiamò pimentos, pensando erroneamente che, per la loro piccantezza, potessero sostituire il pepe, costoso e difficile da coltivare.

Vasco Da Gama Vasco Da Gama

Nel 1497, mentre in tutta Europa si parlava delle ultime spedizioni e dei successi ottenuti da Colombo e Diaz, un altro grande navigatore, Vasco Da Gama sostenuto e finanziato dal re del Portogallo, partì con l’intento di circumnavigare l’Africa e arrivare in India. Il 18 maggio 1498 arrivò a Calicut, il più importante centro commerciale dell’India meridionale, dove fu accolto dal raja al quale offrì oro, argento, corallo e stoffe di porpora in cambio di cinnamomo, chiodi di garofano e pietre preziose. Fu costretto a ripartire in fretta perchè i mercanti locali non videro positivamente il suo arrivo probabilmente presagendo che De Gama aveva aperto nuove vie per l’Oriente, minacciando i loro commerci.
Al ritorno a Lisbona fu accolto con tutti gli onori soprattutto per il vantaggio conquistato nel confronto degli spagnoli: con il suo viaggio aveva dimostrato che la via delle spezie era raggiungibile via mare e che le spezie potevano arrivare con regolarità in Occidente a prezzi molto vantaggiosi. Da quel momento i Portoghesi iniziarono una serie di viaggi verso l’Oriente, spesso vere e proprie spedizioni militari, e conquistarono la "costa del pepe" installandosi a Cochin e a Goa, e continuando a espandersi verso est arrivando fino a Canton, ma anche rimontando la penisola arabica e arrivando sino a Ormuz, sul Golfo Persico. La Serenissima, che aveva per tanti secoli dominato incontrastata nei commerci con l’Oriente iniziò a declinare. Erano aperte nuove vie di comunicazione e presto ne approfittarono anche gli spagnoli che con Magellano riuscirono a fare per primi  il giro del mondo, circumnavigando l’America meridionale e navigando nell’oceano Pacifico per raggiungere l’Isola delle Spezie, nell’arcipelago indonesiano delle  Molucche.

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